L’ultimo rapporto pubblicato dal Bureau of Labor Statistics realtivo al mese di dicembre 2011 mostra che l’indice di disoccupazione è in calo in 37 stati della federazione rispetto al mese precedente, mentre se consideriamo l’anno precedente vediamo che il calo interessa ben 46 stati su 52. L’indice nazionale complessivo oggi è assestato all’8,5%, che corrisponde a 0,9% in meno rispetto al dicembre del 2010. Lo stato con maggiore crescita rispetto a novembre è il Texas, seguito dall’Indiana e dalla California, mentre lo stato dove si sono persi più posti di lavoro è New York.

 

Posti di lavoro in continua crescita negli Stati Uniti.

L’area con la maggiore concentrazione di disoccupati rimane il West, ossia gli stati a occidente verso il Pacifico, dove la media è del 9,7%, mentre negli stati centrali e nel Nord-Est troviamo una media del 7,9%. La Florida è rimasta sostanzialmente stabile, con un leggero calo della disoccupazione rispetto al mese precedente: 9,9% in proiezione rispetto al 10% del mese di novembre 2011, il che costituisce comunque un netto calo rispetto al 12% registrato nel dicembre 2010. Tra novembre e dicembre 2011, in Florida, sono stati creati circa 20.000 nuovi posti di lavoro.

Crescono i posti di lavoro in Florida

Lo stato con il livello di disoccupazione maggiore rimane il Nevada con il 12,6% che comunque costituisce un calo del 2,3% rispetto al dicembre del 2010. Il secondo stato con il più alto tasso di disoccupazione è la California che tocca l’11,1% mentre il North Dakota ha il record minimo con il 3,3%.

Vediamo quindi che la situazione è molto fluida e che complessivamente la crescita dei posti di lavoro continua costante ormai dal giugno 2009, periodo in cui, negli USA, si era toccato il fondo della crisi. In Italia la crescita della disoccupazione continua invece costante dal 2006 e non se ne vede la fine. Negli Stati Uniti i posti di lavoro sono destinati a crescere del 14,3% tra il 2010 e il 2020 con l’aggiunta di 20.500.000 nuovi posti di lavoro principalmente nelle aree della sanità, della cura personale, dell’assistenza sociate e dell’edilizia, segno che il mercato immobiliare si prepara a una nuova ripresa a livello nazionale. Va pur detto che l’edilizia non ritornerà ai livelli record di occupazione registrati prima della recessione avvenuta tra il 2007 e il 2009.