Ieri ho ricevuto un messaggio di posta elettronica che mi ha lasciato di stucco. Mi scrive un pilota professionista italiano che intende partecipare a una campagna di ricerca del personale avviata da una compagnia area statunitense e mi chiede consiglio su come procedere. In poche frasi mi spiega per quale motivo vorrebbe venire a lavorare negli USA: dispone di otre 1500 ore di volo al suo attivo e, a seguito di cambiamenti nelle leggi in materia di assicurazioni sul traffico aereo, le compagnie statunitense richiedono almeno 1500 ore di volo e c’è scarsità di personale di questo tipo; di conseguenza stanno cercando piloti anche dall’estero.

Un’opportunità eccezionale che mi auguro davvero si possa tradurre in realtà per questo particolare pilota, considerando anche il resto delle informazioni che mi ha fornito nel suo messaggio. Ho scoperto infatti che in Europa la normativa corrente permette di assumere piloti con solo 180 ore di volo e che i candidati che cercano lavoro in Europa e che hanno poche ore di volo sono disposti a pagare dai 30.000 agli 80.000 euro all’anno pur di essere assunti dalle compagnie low cost e poter volare, accumulando abbastanza ore da poi sperare di ricollocarsi in posizioni migliori e soprattutto remunerate una volta accumulate abbastanza ore nel proprio curriculum.

La necessità di essere eccezionali

In pratica questi piloti pagano pur di poter lavorare! E non basta. Persino i colloqui di assunzione sono a pagamento e costano dai 300 ai 1.500 euro!

Sicuramente una situazione assurda che spiega anche come sia possibile ottenere profitti pur offrendo voli a prezzi bassissimi. In pratica si vola su aerei-scuola. Con questo non voglio togliere nulla alla qualità dei piloti alle prime armi, tuttavia credo che il praticantato di certe professioni dovrebbe essere regolato con maggiore trasparenza e rispetto dei clienti.

Questa vicenda mi ha comunque fatto riflettere e mi ha riportato alla mente un elemento chiave per chi cerca di avere successo nell’economia moderna, un concetto che sento ripetere da numerosi autori e speaker di riferimento qui negli Stati Uniti: per farcela e per emergere bisogna essere eccezionali nel proprio mestiere. Non basta essere abbastanza bravi o discreti. E si diventa bravi solo con il lavoro e con l’esercizio continuo in un settore definito che si è scelto come specializzazione. Una regola empirica, citata da varie fonti, è di accumulare almeno 10.000 ore di esperienza prima di potersi definire esperti in un particolare settore.

Il pilota che mi ha scritto, ha raggiunto un traguardo importante con 1.500 ore di volo a cui sicuramente si associano ore di pratica e di simulazione oltre che di studio. Non so se abbia raggiunto le fatidiche 10.000 ore complessive, ma di certo ha raggiunto un livello che viene considerato eccellente nel proprio settore e che gli permette di competere a livello internazionale, cercando un posto di lavoro anche negli Stati Uniti, con tutti i benefici che vi si associano: maggiore scelta di compagnie per le quali lavorare, la possibilità di acquisire la residenza permanente e di seguire corsi di perfezionamento negli USA.

Ecco un chiaro esempio di professionalità che viene premiata. La regola di eccellere nel proprio lavoro ormai vale per tutti, me incluso, e con questo blog voglio contribuire anche al vostro percorso verso l’eccellenza. Aiutamemi a servirvi meglio scrivendo i vostri commenti nella parte che si trova sotto a questo articolo.